Anoressia
E’ una malattia che si annovera fra la categoria dei disturbi alimentari, insorge nei giovani adolescenti (maschi e femmine) ma anche in giovani adulti.
L’anoressia conclamata colpisce lo 0,5% – 1% della popolazione. E’ difficile riconoscerla inizialmente, in genere si tenta di correre ai ripari quando il soggetto è in fase conclamata.
Il soggetto rifiuta il cibo, è terrorizzato dall’idea di mantenere un peso corporeo previsto dalle tabelle mediche. Si tratta quindi di un soggetto sottopeso che vive nell’angoscia di aumentare di peso. In genere non c’è perdita d’appetito ma il soggetto rifiuta il cibo perchè assalito da sensi di colpa, ansia e preocupazione fortissima di ingrassare.
Il corpo viene percepito in modo distorto rispetto alla norma ed il controllo del peso corporeo diventa l’unica ragione di esistenza a scapito di qualunque cosa, persino della propria stessa vita.
Inizialmente si effettua un controllo della qualità e della quantità del cibo ingerito secondo regole personali rigide. Si associa talvolta la pratica del vomito e di comportamenti volti all’eliminazione dei cibi ingeriti dunque assunzione di lassativi e diuretici. L’aumento dell’attività fisica è notevole (serve a bruciare calorie) mentre il controllo del peso diventa ossessivo (si arriva a pesarsi decine di volte al giorno) e da esso dipende la propria autostima.
L’anoressia può presentarsi in concomitanza di altre patologie (depressione, ansia, disturbi della sessualità, DOC).
Nelle donne si innesca subito la scomparsa del ciclo mestruale.
Il decorso può variare a seconda della personalità del soggetto. Difficilmente chi soffre di tale patologia chiede aiuto prima che il disturbo diventi grave, in genere sono familiari ed amici che insistono affinchè si concordi un incontro con lo specialista.
L’andamento può essere cronico o essere caratterizzato da remissioni e ricadute.
La mortalità è calcolata intorno al 5-20%.
Il trattamento di questi soggetti deve essere multimodale avvenire dunque attraverso il sinergico intervento di diverse figure specialistiche (dietologo, nutrizionista, psicologo, medico, ecc).
Il ricovero è certamente fondamentale nei casi a rischio in cui occorre la nutrizione parenterale quando trattamenti psicoterapici e ambulatoriali non hanno sortito effetto.
Se pensi di soffrire di problemi di Anoressia puoi richiedere adesso un consulto gratuito o una consulenza psicologica.
