Disturbo Ossessivo-Compulsivo

Le ossessioni possono essere definite come pensieri, idee, immagini, persistenti nella mente di una persona. Esse però non sono prodotte volontariamente e sono caratterizzate dall’intrusività. Talvolta si tratta di prodotti della mente senza senso o addirittura assurdi che il soggetto riconosce come tali ma non può non pensarli.

Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi, compiuti intenzionalmente, che hanno un fine o un obiettivo, eseguiti in modo metodico e stereotipato. In genere il soggetto mette in atto alcuni comportamenti come mettere in ordine un cassetto, chiudere il rubinetto del gas o la porta d’ingresso o, ancora, lavarsi le mani al fine di liberarsi da pensieri ossessivi e quindi allontanare una preoccupazione o un disagio.

In realtà la connessione fra ossessione e compulsione è eccessiva, è vissuta dal soggetto non come coerente con la propria personalità pertanto si genera un forte disagio e, a lungo andare, un’alterazione della sfera sociale.

I comportamenti diventano dei veri e propri rituali volti all’eliminazione di sporco rivolti a se stessi o all’ambiente in cui si vive, rituali messi in atto per placare la paura di aver dimenticato qualcosa.

Il rituale ha lo scopo di ridurre lo stato d’ansia, di prevenire il malessere ma la serenità dura sempre meno e così la persona non può che ripetere ancora e ancora il suo rituale fino a spedere gran parte delle giornate, delle proprie energie in queste azioni.

E’ facilmente comprensibile come, a questo punto, le ossessioni e le compulsioni interferiscano nella vita sociale, affettiva, lavorativa di un soggetto.

La terapia da avviare, a seguito di consulto  medico, è quella farmacologica e una terapia comportamentale a seguito di una consulenza psicologica.

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